Il silenzio delle innocenti

Il dolore dentro, acuto come una lama di coltello.
La paura dentro, che ti blocca ogni flusso di vita, come una freccia al curaro.
La rabbia dell’impotenza dentro, che t’impregna, come la sabbia prosciuga l’onda del mare.
Il terrore negli occhi dentro, impresso come una fotografia indistruttibile.
Tutto è murato dentro di te e il ricordo di quello che ti è accaduto ti accompagnerà sempre, impedendoti di vivere.
E come potresti?
La tua vita è finita quel giorno, in quello stesso attimo in cui hai provato quelle sensazioni: dolore, paura, rabbia, impotenza….ed infine vergogna e senso di colpa.
Violentata ancora, violentata anche da te stessa, perchè forse potevi evitarlo…e non l’hai fatto, perchè forse avresti potuto reagire…e non l’hai fatto, o ancora forse perchè l’hai provocato e questo pensiero ti tormenta, credendo in cuor tuo, di averlo fatto.
Sei morta quel giorno e non riesci a sopportare di continuare a vivere portandoti ancora addosso l’odore del tuo violentatore, ma
il tuo corpo ti costringe a vivere, nonostante tutto…le tue labbra sorridono, nonostante tutto…e le tue mani accarezzano, nonostante tutto.
Dentro di te sai che qualcosa è cambiato, che non sarai mai più la stessa e che non potrai mai più tornare ad essere quella di prima.
Seppellisci il dolore e il male che ti hanno inflitto dentro il tuo sarcofago, dipingendolo come gli egizi di oro e di blu, ma per te i colori non esistono più!
Fingi di vivere, interpretando i ruoli che la vita, di volta in volta, t’impone: figlia, moglie, madre…Reciti una parte puntando all’Oscar, impegnando tutta te stessa per dimenticare.
A volte ci riesci, a volte no.
L’onda del dolore ti travolge, soffocandoti tra le sue spire.
Basta un nulla per infrangere il delicato cristallo che ti separa dal passato: una scena violenta in un film, la mano del tuo uomo un po’ troppo pesante…a volte è sufficiente un respiro per far crollare quella sottile lastra.
Allora ti chiudi in un angolo della casa e cominci a piangere, a piangere e a piangere ancora, anche se credevi di non avere più lacrime, anche se ti eri promessa di non farlo più, anche se avevi cercato di congelare dentro di te il dolore, con la speranza di non farlo tornare più a galla. Ma lui, inesorabile e spietato, ritorna, riaffiorando, come un pesce morto in uno stagno, inabissandoti, ancora una volta, nel baratro del silenzio!

Dedicato a tutte quelle donne che hanno creduto nel silenzio e nel nascondere, a sè stesse e agli altri, il dolore che hanno subito.

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One thought on “Il silenzio delle innocenti

  1. Carissima Patrizia, ti ringrazio per la visita al mio blog innanzitutto. Sei l’unica che ha risposto alle mie parole e ora capisco perchè. Credo che solo chi ha subito una violenza (aggressione, violenza,aggredita, violentata: questo il mio lessico “per gli altri”) possa comprendere a pieno quello che volevo esprimere nei miei post. Spero che avrai occasione di andare un po’ indietro nel tempo e seguire la mia storia dall’inizio. Dopo il 24 marzo 2005 trovi la Simona che sono adesso, diversa, purtroppo inesorabilmente diversa da quella che ero alla mezzanotte del 24 marzo scorso. per il tuo libro e le tue iniziative posso aiutarti, davvero. Sono candidata alle elezioni politiche nella lista dei DS e a livello regionale mi occupo di politiche femminili per la Sinistra Giovanile Ligure. Come avrai potuto leggere io sono Savonese. Mi piacerebbe molto costruire qualche iniziativa pubblica con te e con l’associazione che vuoi finanziare. So che nella mia provincia non ne esistono purtroppo, so che ce n’è una che si occupa di violenze domestiche, di donne picchiate più che violentate. Ma può essere un punto di partenza. E se ne creassimo una noi. Io sono sempre stata molto impegnata a livello politico e forse questa è stata una delle cose che mi ha aiutato ad affrontare le cose un pochino più di petto. Avrei tante cose da dirti. Intanto ti dico che conb questo ultimo post ho pinto. Perchè capisco perfettamente quello che provi, e proprio stasera c’è stata quella parola in più del mio uomo a farmi ricadere nel dolore represso. E’ difficile. Sono contenta però che anche tu abbia trovato coraggio nella scrittura. E’ tutto molto più difficile da affrontare di quanto noi stesse non facciamo trasparire…ma lo sai bene. Sono contenta che anche tu abbia trovato coraggio nella scrittura.

Grazie a tutti coloro che, mossi a pietà, lasceranno un messaggio! Un baciolones a tutti! Pat

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