Capitolo 22 – Segui la lettura…

Sara accese la televisione come d'abitudine. Levandosi il cappotto, seguì distrattamente la voce della ragazza bionda che dettava gli ingredienti per la ricetta del pranzo natalizio. Aprì il frigo guardando desolata il suo triste contenuto. Per una serie di motivi Sara si ero dimenticata di fare la spesa. Di solito questo non accadeva, anche perché insieme al whisky e alle sigarette, cucinare era il solo pensiero che teneva Sara lontano dalla pazzia della solitudine.
Il trillo inatteso del telefono interruppe la spiegazione delle lasagne al forno al sugo di coniglio. Incuriosita come una bambina e con il cuore che le batteva per la speranza di sentire la voce di Marco, alzò di scatto la cornetta e con voce trafelata rispose
"Pronto, chi parla?"
"Pronto, Sara, ciao sono Marco, ti ho disturbata? Ti sento la voce strana."
Il cuore le batteva così forte da sembrare che volesse uscire dal suo stretto abitacolo per cercare più spazio.
"Marco, che sorpresa…no, è che sono appena entrata in casa e ho fatto una corsa per rispondere!"rispose giustificando così l'affanno
"Sara, volevo chiederti, se non hai altri impegni…"
"Sì…"  lo incoraggiò Sara
"Mi chiedevo se per caso avevi piacere di passare il Natale con me " ed aggiunse "sono solo e sarebbe bello rivederci, così, per parlare un po’…. sempre che tu lo voglia!"
Se lo voleva? Certo che lo voleva, lo voleva tantissimo, lo voleva in modo esagerato! Lo voleva come una piantina assetata desidera la pioggia, come un cane abbandonato cerca un pezzo di pane, come un bimbo piangente sospirauna carezza…..
"Con piacere Marco, stavo giusto pensando cosa preparare per domani, che ne dici di venire da me?"vacillò Sara tentando di non far trapelare la sua felicità.
Interrompendola con delicatezza Marco replicò
"Speravo che mi rispondessi di sì, così ho già dato disposizione alla mia tata. Allora è deciso, ti passo a prendere domani verso le 12.00, ti va bene?"
"D'accordo Marco, ti ringrazio per il pensiero. A domani."
Sara rimase in ascolto del suono muto e assordante della comunicazione terminata. Con un sorriso ebete stampato sul viso abbassò la cornetta e si sedette, per riprendersi dall'emozione.
"Domani passerò il Natale con Marco" si ripeteva stordita “Mio Dio…con M a r c o!"
Scandì il suo nome a voce alta, come per convincere le sue incredule orecchie. Dopo tanti anni il destino aveva previsto che quei due cuori innamorati s’incontrassero nuovamente per raccontarsi le proprie vite.
Sara provò vergogna riflettendo nel come aveva trascorso la sua di vita.
Cosa avrebbe potuto dirgli? Che si era isolata in un mondo tutto suo dove gli unici amici erano whisky e sigarette? Che si era disinteressata di sua madre e delle sue sorelle tanto da dimenticare quasi i loro volti? E che non aveva avuto nessun'altra passione all'infuori di lui? E che la sola cosa che aveva fatto nella sua insulsa vita era cucinare pranzi e cene senza ospiti?
Sara capì con rammarico di aver buttato la propria vita in un secchio della spazzatura e di essere rimasta lì con lei a marcirci dentro. Decise che non si sarebbe dovuta torturare più del necessario e dopo aver mangiato un triste boccone, andò a dormire.
Prima di prendere sonno, Sara indirizzò lo sguardo verso il regalo che avrebbe dato a Marco e questo le bastò per spruzzare la sua mente di sogni colorati.

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Grazie a tutti coloro che, mossi a pietà, lasceranno un messaggio! Un baciolones a tutti! Pat

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