Mi presento con il mio baciolones e un sorriso a todos!

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Mi chiamo Patrizia Targani Iachino e sono un’imprenditrice, nel senso che è una vera e propria impresa gestire la mia piccola azienda a conduzione familiare. Il doppio cognome non nasconde titoli nobiliari, bensì semplicemente il fatto d’essere riconosciuta sia da chi mi conosce come Targani, che come moglie del mio amatissimo Carlo Iachino, primario della Day Surgery Italia.

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Siamo due soci e abbiamo due dipendenti. L’azienda è in crescita costante da più di trent’anni, nonostante piccole e normali divergenze dei due soci nella conduzione. La mia è un’azienda molto attiva: il centralino è perennemente intasato da telefonate giornaliere delle quali mi occupo personalmente. Esiste un ufficio reclami, un ufficio S.O.S. voce amica e una chat, nel senso che “ciattello” spesso e volentieri! Ma il settore di cui sono più fiera è la mensa aziendale, aperta mezzogiorno e sera, 24 ore su 24. A volte i dipendenti si lamentano ma si possono sempre rivolgere all’ufficio reclami e prima o poi il caso verrà preso in considerazione! Seeeeeeeeeeeeeee!!!!

Sono una persona creativa e mi cimento ogni volta in nuove avventure. L’ultima in cui sono rimasta intrappolata è quella della scrittura. Non so se sarò mai una scrittrice con le carte in regola ma per ora mi applico per diventarlo.Ciao!

Attualmente mi sento in bilico se continuare a scrivere e tentare di spiccare il volo, o fermarmi, rinunciando ai sogni! La difficoltà è enorme e avrei tanto bisogno di capire se si ho realmente il “talento” di cui si parla tanto oppure no. In un mondo dove tutti scrivono (e pochi leggono) mi chiedo se c’è posto anche per me. Mi piace scrivere e soprattutto sul mondo femminile, indossare i sentimenti delle mie protagoniste e provare le stesse sensazioni: ridere e piangere con loro e come loro, nel tentativo di regalare le stesse emozioni che provo nel momento stesso in cui le scrivo.
Non invento nulla, io “rubo” alla realtà, trasmettendo il mio modo di percepire la vita.

I miei libri pubblicati:

“Riflessi”, (Il Filo) il mio romanzo d’esordio, è vincitore del Concorso Internazionale Il Maestrale Marengo d’oro di Sestri Levante.

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“Odio, gli inganni della vita” (Zona), il romanzo in cui ho inserito le due pagine verità sulla violenza subìta a vent’anni e che per altri venti mi aveva trincerata dietro a un muro di silenzio. Scrivere quelle pagine mi ha ridato la libertà e la forza di lottare ogni giorno contro ogni tipo di violenza.

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"De pisellis", una dissacrante presa in giro verso l'uomo e il suo fedele "amico". http://www.ilmiolibro,.it

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Chi ha avuto la possibilità di leggere il mio primo romanzo “Riflessi”( Il Filo), in cui racconto le vicissitudini di una donna in eterno conflitto tra il bene e il male, sdoppiata in una sorta di forzato equilibrio per superare gli ostacoli della vita e i dolori subiti nel passato, ha conosciuto il mio personale modo d’indagare nell’animo principalmente femminile e di addentrarmi in esso fino ad esplorare le più nascoste emozioni per poi portarle in superficie e trasmetterle ai miei lettori. Questa tecnica introspettiva è presente in ogni mio scritto. Pur variando le situazioni sento la necessità di raccontare le percezioni dell’anima in tutte le forme possibili. Quello che m’intriga maggiormente è l’elaborazione della sofferenza, sia essa fisica che psicologica. Analizzando le protagoniste dei miei romanzi lavoro su me stessa, trovando ogni volta sfaccettature diverse e imprevedibili. Dopo “Riflessi” ho scritto “Odio – gli inganni della vita”( Zona), una storia che, sotto forma di diario, descrive la crescita e la maturazione di una donna-bambina ad una donna-donna. Un passaggio obbligato da eventi imprevisti della vita che intaccando il mondo infantile di Silvia la costringono a delle scelte dolorose attraverso le quali la protagonista riesce ad uscire dalla protezione fiabesca, nella quale aveva trovato rifugio, e ad affrontare le avversità con la maturità di un adulto. In contemporanea alla lavorazione di “Odio” ho iniziato a scrivere un nuovo romanzo che affronta un tema molto complesso e delicato. Dopo aver raccontato la fragilità dell’essere femminile e la sua inaspettata forza nel superare le difficoltà, dopo aver toccato il mondo della violenza e dello stupro ora mi accingo ad esaminare i risvolti emotivi di una giovane giornalista in carriera di fronte alla presenza di un figlio con gravi problemi di salute. Lo sviluppo di questo tema porterà il lettore ad affrontare un altro argomento estremamente difficile quale l’eutanasia. Mi sono lanciata in una sfida psicologica, combattendo contro la morale sociale, l’educazione religiosa e la propria coscienza, certa di dividere l’opinione pubblica tra la scelta di un vero atto d’amore e il rispetto della vita. Il tema, già di per sé delicato nei confronti degli adulti e degli anziani, diventa particolarmente difficile quando si tratta di bambini con malattie terminali. Come madre mi sono interrogata su questo quesito e non trovando una risposta adeguata a mente fredda ho cercato d’immedesimarmi in una storia che, nonostante la tragicità dell’argomento, riuscirà a portarmi alla risoluzione più giusta. La penna si muoverà con la sensibilità di sempre, sgretolando muri di moralità, scorrendo su un tracciato seppur ostacolato da dubbi e sensi di colpa, ma che avrà un’unica strada da percorrere: quella del cuore.

Tra i vari scritti ve ne sono due del tutto differenti dallo stile adottato nei miei romanzi. Fanno parte del mio modo nel vedere le cose anche dal lato più ironico. “De Pisellis”, ilmiolibro.it, è il primo esempio su come si possa ridere, o sorridere, sulle differenze oggettive tra l’uomo e la donna.

Il secondo, attualmente in standby, “Il monologo della saggina”, è , come suggerisce il titolo, un dialogo surreale tra una casalinga di mezza età e il suo specchio. Una botta e risposta che, in un viaggio oltre la realtà, saprà puntare il dito su pregi e difetti di una condizione comune a tutte le donne.

Il monologo della saggina – in costruzione –

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Bella da morire – l’ultimo romanzo al quale sto lavorando –

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Ho deciso di affrontare un tema purtroppo molto noto: l’anoressia. Non appartenendo a quel mondo, l’unica maniera per poterne capire i meccanismi è stata quella di iniziare a scrivere, affrontando di volta in volta le situazioni che possono spingere una persona a farsi così tanto male.

6 thoughts on “Mi presento con il mio baciolones e un sorriso a todos!

    • Grazie, Vita, alla fine la mia testolina, seppur ormai vuota come una galleria abbandonata, ha trovato ancora un miserrimo tralcio di cellula attiva et voilà: il mio Carlétto è “incastrato” in un link! Un baciolinito attivissimo!

  1. ma complimenti……sinceri……si vedeva che già da ragazzina eri un bel tipino in gamba….come dico io ” GINNICA”…….ciao miki

    • Grazie Miki, anche se “un bel tipino in gamba” può essere frainteso dai più: a me sembrava d’essere una tonna, ma si sa “l’apparenza inganna”, e la mia “apparenza” ha molto spesso deviato la visuale altrui dal mio “essere”. Riguardo poi al, come dici tu, “GINNICA”, addirittura maiuscolo, quasi mi onora: facevo danza classica e pattinaggio artistico, e i miei bellissimi genitori mi hanno ragalato qualche pezzetto del loro DNA, dimenticandosi però quello della memoria: vuoi rinfrescarmela tu, dicendomi chi sei? Grazie, un baciolones smemorato! Pat

Grazie a tutti coloro che, mossi a pietà, lasceranno un messaggio! Un baciolones a tutti! Pat

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