Shabbart by Patrizia Targani Iachino

“Fa sciato”, questo è il termine che noi zeneizi usiamo per dire che fa figura, che con una cosa di poco valore si può rendere bello un oggetto, un ambiente, ecc. Ma cosa, in fin dei conti fa sciato? L’idea primordiale era quella di dipingere su tavole di recupero che con poco avrebbero fatto la loro figurina. Peccato che vivo in una città in cui, evidentemente, nessuno butta nulla, come dice il nostro famoso architetto, Renzo Piano, quindi, l’unica tavola di recupero del mio zoo è rimasta sola soletta, ma forse proprio per questo un giorno sarà “famosa”! Ihihihih!

La cavalla, acrilico su tavola di recupero 94×91 cm.

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Una bella cavallona bionda che forse mi somigliava pure, questo è ciò che ho pensato quando ho terminato di dipingerla. Non era ancora asciutto il pennello che non vedevo l’ora di ricominciare. La tecnica usata era quella che meglio mi veniva, utilizzando i pennelli e gli stessi colori che mi sono serviti per i mobili. Non ho la più pallida idea se quella che adopero si possa definire tecnica e se sia già in uso da altri pittori, ho solo utilizzato gli avanzi delle pitture comprate al tempo della ristrutturazione della mia casa e della conseguente trasformazione dei mobili. Qui forse è prevalso il mio spirito zeneize, ma l’effetto finale era di mio gradimento, continuando con la mia “tecnica”. I colori tenui e sfumati, ben si sposavano fra loro, così ho iniziato la mia ricerca “matta e disperatissima” di tavole abbandonate nei posti più disparati della città, per ridare loro una seconda chance.

Pur girando come una barbona, non trovando nulla da nessuna parte, mi sono adattata a comprare un po’ di materiale dal negozio di bricolage dell’amico Giulio Benvenuto. Dalle sue tavole sono nati diversi quadri. “Il fine giustifica i mezzi”, abbandonando per sempre la ricerca.

Lo stallone nero, acrilico su tavola 130×90 cm.

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Nella mia testolina iniziavano le prime fantasie, i primi sogni, visti i numerosi complimenti ricevuti da parte di amici e parenti…E le prime richieste d’acquisto.. Non ho mai creduto di essere chissà che, ma vista la produzione che continuava inesorabile, ho iniziato a pensare di proporla in vendita. Come non sapevo ancora, ma di certo fb poteva essere una buona vetrina. Non che contassi in vendite stratosferiche, in fondo il mio scopo principale era quello di distrarmi e quel dipingere di continuo aveva centrato il bersaglio. Dani era nel mio cuore, mi accompagnava in ogni dipinto e più dipingevo, meglio venivano i quadri. Non avevo nessuna intenzione di mollare, però avrei dovuto organizzarmi per non riempirmi la stanza di tavole di legno.

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Il cervo fatato, acrilico su tavola 80×60 cm.

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I frisoni innamorati, acrilico su tavola 130×88 cm.

L’idea era quella di creare una linea di quadri che ben si sposassero con lo stile shabby tanto di moda negli arredi.Da qui il nome Shabbart che per la prima volta uscì dalle mie labbra in occasione di un incontro a casa di Marzia Sofia Salvestrini riguardo alla sua Associazione Donna Regina. Il nome non suscitò particolare interesse, ma dentro di me si stava già aprendo un mondo che ancora non conoscevo.

Ma ora stop, i post troppo lunghi annoiano e quindi vi rimando alla prossima puntata, sciuao, grazie per avermi seguita! Pat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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