Shabbart, ma cossu l’è?

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Questa è la copertina che gentilmente mi ha creato Marzia Sofia Salvestrini, io sono un po’ negata, riunendo una parte di ciò che ho partorito dal momento in cui ho preso il pennello in mano. Ma andiamo per gradi, così vi faccio vedere le foto dei miei lavori, anziché blaterare, fino ad arrivare al momento della nascita di ‘sto belin di Shabbart.

 

Le renne sulla neve è il primo quadro su tavola che ho dipinto insieme alla mia amica omonima, aiutandoci a vicenda nella realizzazione.

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Ad ambedue è sembrato carino e sulla scia dell’entusiasmo abbiamo dipinto un altro soggetto per la montagna, gli orsi sulla neve.

 

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Non era male neppure questo e così ho continuato, approfittando del momento creativo e soprattutto del fatto che riuscivo a distrarmi dal pensiero della mia bella sister. Recuperando due tavole ovali, mi sono lanciata a raffigurare altri animali tipici della montagna, un cervo e una volpe.

 

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Bene, avrei dato questi quadri a mio figlio, dovendo arredare una piccola casetta in montagna.Per par condicio ho dipinto un quadro per mia figlia che ama i cavalli e questo è il risultato.

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Questo quadro mi ha regalato le prime vere emozioni. I cavalli che incrociano il muso come uno scambio d’amore, mi  avevano fatto scattare qualcosa dentro. Ormai ci avevo preso gusto, partendo a manetta verso altri animali. Non sapevo ancora che proprio i cavalli sarebbero stati il mio simbolo prima di arrivare alla linea Shabbart by Patrizia Targani Iachino, una collezione che si arricchisce ogni volta di nuovi quadri.

La prossima volta ve ne parlerò in modo più dettagliato, non mi mollate! Un baciolones a todos e grazie per seguirmi.

 

 

 

 

 

 

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Son turna chi

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Ussignur, sono dieci mesi che non tocco il blog, ma purtroppo mi sono accadute delle cose che non voglio ricordare, o perlomeno, non qui . Gli amici di facebook ormai sanno tutto di me, vista la mia trasparenza nel pormi, e approfitto del mio spazio per ringraziarli ancora una volta per essermi stati vicini. Punto e a capo, così ci insegnavano alle elementari e quindi ricominciamo. Da dove, però? L’ultimo post era il quinto capitolo del mio romanzo in itinere “Bella da morire”, tra l’altro seguito da diverse persone che sono rimaste col becco asciutto, sparendo dal blog. Spero di non averli persi forever. Non sarebbe stata mia intenzione comunque postare tutti i capitoli, altrimenti a che servirebbero le “eventuali” case editrici? Seppur accantonata in un angolo, l’aspirazione alla pubblicazione del romanzo rimane. Che sia un sogno più o meno realizzabile, spero di avere tempo per attuarlo. Ora sono troppo impegnata a un’altra vecchia passione, scoppiata in seguito alla perdita della mia amatissima sister. E’ stato per non impazzire dal dolore, per non cedere alla disperazione che ho approfittato dell’invito di una mia ex compagna di classe, amante anche lei della pittura, a riprendere i pennelli in mano, affondando l’anima nei colori. Ciò che sono apparsi erano animali, dapprima più stilizzati, vagamente naif, poi il cuore ha preso il sopravvento, realizzando figure più imponenti, malinconiche, ma possenti ed eleganti. I cavalli hanno da sempre avuto un’attenzione particolare da parte mia, fin da quando ero piccola. E proprio questi animali hanno conquistato la mia anima, scolpendo la loro, entrando nel loro sguardo, unendoci in un abbraccio spirituale. Ogni volta che terminavo un quadro mi ritrovavo a singhiozzare, pensando alla mia Dani, ma al contempo mi rendevo conto di non aver versato alcuna lacrima mentre dipingevo. E allora ricominciavo con avidità a colorare quelle tavole di legno che si moltiplicavano sempre più, allontanando di un poco il dolore, attenuando la mia disperazione. In breve è nato quello che io chiamo simpaticamente “il mio zoo”, stimolata dagli amici che apprezzavano i miei dipinti. Prima fra tutti, Marzia Sofia Salvestrini, la Regina del Gustaviano. E’ lei che ha visto le mie potenzialità nella rappresentazione pittorica del mio zoo, ed è sempre lei che mi ha incoraggiata a proseguire, convincendomi, senza molti risultati però, di essere una vera artista. Il mio grazie a queste amiche che mi hanno aiutata, incosapevolmente o no, a uscire dal vortice della depressione e grazie ancora a tutti i miei amici di fb che mi hanno sostenuta nel mio dipingere , cercando ogni volta di migliorarmi. “Cavalcando” l’onda, è il caso di dirlo, mi sono lasciata trasportare verso orizzonti lontani, ma che, quadro dopo quadro, cavallo dopo cavallo, si avvicinavano sempre più. Ma questo ve lo racconterò la prossima volta. Grazie per la pazienza, un baciolones a todos!