Una casa incasinata

Avrei voluto postare, prima d’iniziare, le foto della mia casa fin dalle prime trasformazioni che ha subito nel corso degli anni, ma, fortunatamente per voi, ho già imboscato tutto il numeroso materiale dentro agli scatoloni, quindi partirò da come ho sistemato la sala cercando di farvi visualizzare come sarà in futuro. Scatenate la vostra fantasia e, se potete, cercate di seguirmi nel mio caotico tour.

Tutto nasce da questa idea che mi frullava in testa già da parecchio tempo: sistemare i divani collocati in mezzo alla sala nella zona retrostante, al posto del pranzo.

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Qui c’era il pranzo, ma a parte il fatto che era lontano dalla cucina, il fatto di avere le spalle scoperte avendo i divani in mezzo alla sala, mi disturbava. Posizionarli ad angolo appoggiati alla parete mi è sembrata una buona idea. Da lì potevo avere il controllo dell’intero locale e godermi la vista che filtra dalle grandi portafinestre.

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Come potete vedere dai miei giochini, ho posizionato i divani alla parete estrema e il pranzo più vicino alla zona cucina (modificata anche quella), separando i locali con una porta a scomparsa (riutilizzandola da una parete che divideva la zona notta da quella a giorno: “chi nun se caccia via ninte!”, diceva Renzo Piano..e se lo diceva lui…).

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Questo è lo schizzo di come dovrebbe venire la cucina, spostando il bagno (locale estrema sinistra) nella parte cieca (in basso a destra), ricavando dall’ex cucina un locale ripostiglio (in alto a destra) e creando un living attiguo alla cucina. La parete di fronte che una volta era lo specchio del bagno, verrà abbattuta, creando un varco nel terrazzo, in modo da utilizzarlo anche d’estate per mangiare fuori.

Ho l’enorme fortuna di avere un terrazzo splendido, ventoso, ma godibile, con un panorama incantevole. Nel corso dei trent’anni credo d’aver mangiato fuori solo un paio di volte, visto il percorso che dovevo svolgere per andare dalla cucina al terrazzo, attraversando la sala. Avanti e indietro, e manca il sale, vallo a prendere, ritorna indietro e ti accorgi che serve l’olio, e poi il pane e poi il belìn che t’annega, sta di fatto che l’esperienza risultava peggiore della godibilità, rinunciando a una cenetta al fresco di fronte a Portofino.

Ora non ci saranno più muri che mi dividono dal terrazzo e niente più ostacoli per sorseggare un caffè davanti alla mia Genova!

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EXTREME MAKEOVER IACHINO’S HOME EDITION

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Un baciolones festoso e scodinzolante a tutti!!

A rieccomi a saltapicchiare come mio solito da un argomento all’altro e se prima avevo appena iniziato a postare l’incipit del mio quarto romanzo, ora mi ritrovo a raccontarvi il mio nuovo viaggio. Chi mi conosce sa che sono un po’ mattarella e mi lascio coinvolgere dalle passioni del momento, accantonando quelle che posso lasciare in standby, dedicandomi a quelle più urgenti, quelle che più premono per prendere la luce che meritano, stanche di rimanere nel buio della mia testolina.

Ecco questo è proprio il caso di cui mi sto occupando. Sono anni che vaneggio sbandierando a destra e a manca della ristrutturazione della mia casa, ormai stava diventando una leggenda, ma dopo tre anni di progetti, finalmente ci siamo: il sogno si sta realizzando davvero!

Come ho sempre fatto, mi piace coinvolgere tutti gli amici nelle mie “creazioni”, che siano letterarie o, come in questo caso, d’arredo: le mie due grandi passioni.

Non ho carte bollate che attestino il mio “talento”, a me piace chiamarle inclinazioni, ma le esperienze passate pare mi abbiano eletta, caricandomi di enormi responsabilità.

Pur essendo da sempre un’insicura riguardo le mie “capacità”, non posso negare che i risultati ottenuti nel campo dell’arredamento mi hanno sempre gratificato, ottenendo la stima e la fiducia da parte dei miei familiari in primis, ma anche da amici e conoscenti.

Perché dunque preoccuparmi per una cosa in cui dovrei essere certa e poter dimostrare per l’ennesima volta il mio “fiuto” creativo?

Beh, signori miei, in verità vi confesso che mi tremano le gambe perché smontare una casa in cui ho vissuto per trent’anni, accumulando arredi di un certo tipo e riadattarli al nuovo stile mi fa un filo paura: riuscirò nel mio intento o sto facendo un’enorme ca@@ata?

In bilico tra una certa prosopopea e l’incertezza del risultato, mi sono spinta a varcare il confine dell’arroganza, confidando in quella parte di me a volte fin troppo ingiustamente repressa.

Eccomi quindi allo start, preparata da anni di allenamento intenso, snervante, costante e ora non si torna più indietro: si parte con le spalle dritte, la testa alta e gli occhi fissi alla meta. Nel cuore che tenta di scappare una sola frase: ce la farai Patrizia!

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