Il richiamo del mare

Il richiamo del mare
oggi lo sento più forte
dei canti delle sirene.

Incantando il mio cuore,
mi trascina
nel suo oblìo.

Come un'eco lontana,
mi risucchia
in un vortice
senza tempo,

annullando
ogni pensiero.

Riconosco quel suono
e leggera mi abbandono,
seguendo il mio istinto
e il suo volere.

Il richiamo del mare

Patrizia Targani Iachino

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La bambola

Questa è una delle varie poesie che ho scritto per le donne violentate. L'ho già inserita in altri siti ed alcune donne si sono complimentate con me per aver ben interpretato i sentimenti che si nascondono in chi subisce violenza. Se sono riuscita a rendere l'idea di come si sente una donna violentata, non è grazie a qualche mio "talento" particolare, ma è solo perché anch'io ho vissuto l'atroce esperienza quando avevo vent'anni. Sono stata fortunata rispetto a coloro che ogni giorno sono costrette a "vivere" quel momento. A me è capitato una sola volta e tanto mi è bastato per distruggermi l'anima, soffocando il mio dolore dentro di me, tacendo con tutti per altri vent'anni. Scrivere mi ha liberata, abbattendo il muro di silenzio dietro al quale mi ero trincerata. In seguito, il sorriso indossato a forza durante tutti quei lunghi anni, è diventato in quello vero, spontaneo e trasparente di chi mi ha conosciuto. Grazie per avermi ascoltata: la voce delle donne violentate deve trovare orecchie e, soprattutto, cuore! Pat

Gioca pure,
quando vien sera
con questa bambola
che docile si presta
alle mille avventure
del prode guerriero.

Confondi il suo cuore
anche con forza
perché in una bambola
il cuore non c'è
e il cervello non ha.

Così ogni cosa
puoi dirle e puoi fare
senza in alcun modo
a lei pensare
e da questo peccato
essere scagionato.

perché in fondo
anche lei saprà
che quella bambola è lì
e da lì non si muoverà.

Patrizia Targani IachinoLa bambola

Il vento nei miei pensieri

Soffia il vento
tra i miei capelli.

 


Ferma, attendo
che oltrepassi
questo mio corpo
sciogliendolo
dalle catene
che lo tengono
imprigionato.

"Portami con te",
gli grido,
"attraverso i mari
senza confini,
e diventerò onda
senza barriere.

Portami con te",
lo supplico,
"attraverso i cieli
senza i limiti,
e sarò aria
che non puoi
trattenere".

Il vento soffia
tra i miei capelli
e l'ultimo suo respiro
sembra una
carezza leggera.

Sono ancora qui,
ferma,
a guardarlo
andare via,
soffiando sul mare,
giocando nel cielo.

Ancora una volta
senza di me.

Il vento nei miei pensieri

Patrizia Targani Iachino

Ad occhi chiusi

Ho scritto questa poesia per una donna meravigliosa alla quale è stata diagnosticata una maculopatia degenerativa. Lei non lo sa, ma questa poesia è per lei|
 

 Lentamente mi preparo
ad affrontare
una nuova vita
ad occhi chiusi.

Come un miraggio lontano
sfumano le ombre e i colori,
svaniscono i contorni,
mentre il buio
si fa più vicino.

Ho paura di non ricordare
e dover ricominciare
questa vita,
priva di colori,
ad occhi chiusi.

 Eppure,
con gli occhi chiusi
sono nata
e con quelli
dormivo beata
tra l'odore della mamma.

Con gli occhi chiusi
ho espresso
il mio primo desiderio
e con quelli ho dato
il mio primo bacio.

Ad occhi chiusi
ho ballato
il mio primo lento
e con quelli
ho assaporato
il mio primo amore.

Ad occhi chiusi
aspetto
la carezza del vento
e, tra i raggi del sole,
ascolto
il respiro del mare.

Non può far paura
quello che ha accompagnato
i miei momenti più belli
ad occhi chiusi.

Attendo allora
che la mano di Dio
copra il mio sguardo
e con gli occhi chiusi
seguirò il mio cammino.

Ad occhi chiusi

Patrizia Targani Iachino

Lasciami andare

Lasciami andare

Lasciami andare
vagare per il mare
senza meta,
trasportata dalle onde
tranquille
che accarezzano
la spiaggia.

Sciogli
le mie lacrime,
dissolvimi con te,
portami lontano
dove io non so
e dove i miei occhi
non hanno mai
posato lo sguardo.

Lasciami andare,
volare nel respiro
di un bimbo,
senza paura.

Sciogli
i miei sogni,
portali con te,
abbandonali lontano
dove io non so
e dove i miei occhi
più non vedranno.

Patrizia Targani Iachino

Nel blu

Nel blu
Ancora nuoto
nel profondo
alla ricerca
di me.

Sospesa nel blu
mi abbandono
al tempo
senza memoria.

La corrente
mi trasporta
nello spazio
infinito, ma
nessuna meta
mi attende.

penso, osservo,
ascolto, ma
nessun pensiero
si trasforma
in parole,

nessuna immagine
raccoglie emozioni
e alcun suono
diventa musica
nel mio cuore.

Il tempo
mi attraversa
senza lasciare
tracce.

M'acqueta
la pace
del nulla.

Patrizia Targani Iachino

Note della memoria

Note della memoria

Al tepore dell'ultimo raggio
la musica giunge soave,
accarezza le fronde,
passeggia laddove
la poesia diventa
miraggio.

Si unisce a quel coro
il silenzio del bosco
interrotto dal canto
di un passero nascosto,
bucando quel cielo
col suo acuto assolo.

Respiro le note
dei tempi passati
quando con un lento
eravamo già
innamorati.

Socchiudo gli occhi,
mi cullo nei sogni,
riaffiora memoria
di dolci baci
e di innocente vergogna.

Poi tutto scompare,
dissolto nel vento
di un tenero abbraccio
vissuto un momento.

Patrizia Targani iachino

Una preghiera per te

Da questo
mio piccolo mondo,
ti prego,
non farmi andare via.

Negami
quella libertà
che ho sempre
sognato.

Tienimi
incatenata
fra quelle mura
che oggi
mi proteggono.

Sono cresciuta
con loro e a loro
ho confidato
i miei pensieri.

Cemento
intriso di pianto,
pareti
dipinte di sogni,
loro sanno
tutto di me.

Loro sanno
e mi trattengono
nelle pieghe
dei loro mattoni:
rughe del mio tempo.

Da questo mio
piccolo rifugio,
ti supplico,
non farmi andare via.

Cucciola selvaggia
cresciuta
in  un recinto
non può
avere vita
al di fuori di esso.

Preda
addomesticata,
rassegnata
si appresta all'attesa
del giorno in cui
avrà la libertà.

Quel giorno
stesso,
solo lei saprà
che morirà.

Patrizia Targani Iachino

Una preghiera per te